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Sono molte le raccomandazioni che si sono succedute in questi mesi in tema di salubrità degli ambienti. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria si è assistito ad un progressivo aggiornamento delle misure di prevenzione e di contenimento del contagio. Le prime indicazioni sono state quelle riferite alla persona, poi sono arrivate alcune specificazioni in merito agli oggetti e alle superfici con cui si viene a contatto ed infine le raccomandazioni riferite agli spazi chiusi, luoghi domestici e spazi di lavoro.

La possibile correlazione tra la qualità dell’aria e la propagazione del virus ha spostato l’attenzione pubblica sulla qualità dell’aria indoor, nonostante le implicazioni sulla salute e sul benessere delle persone fossero note da tempo.

Due anni fa la pubblicazione L’INQUINAMENTO INDOOR Aspetti architettonici, bio-giuridici e medico-scientifici dell’abitare, a cura della Fondazione Umberto Veronesi, che ha visto il contributo scientifico di Goldmann & Partners, descriveva non solo gli effetti sull’organismo delle sostanze tossiche presenti in ambiente, ma rintracciava nell’architettura l’origine di alcune problematiche conseguenti all’inquinamento indoor.

L’emergenza sanitaria in corso ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica tutti questi temi sui quali, nella particolare circostanza attuale, si sono espressi professionisti della sanità, tecnici, e organizzazioni di ingegneri e impiantisti, fornendo raccomandazioni specifiche circa la riduzione del rischio da diffusione del Coronavirus mediante gli impianti di climatizzazione e ventilazione in ambienti sanitari e nei luoghi di lavoro.

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Crediti foto: Bru-nO

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