Il quesito si presenta come un paradosso che farà storcere il naso agli imprenditori del settore così come agli ambientalisti. Il settore turistico, si sa, è tra quelli che stanno accusando le conseguenze dell’epidemia più gravi sul piano economico e gestionale e che ne risentiranno maggiormente anche al termine dell’emergenza sanitaria in corso. D’altro canto, anche questo è risaputo, le navi da crociera sono spesso incriminate di essere le principali responsabili dell’inquinamento atmosferico, oltre che di svariati disastri ambientali nei mari.

Gli indici di qualità dell’aria in questi giorni, così come la ritrovata limpidezza di certe acque, dimostrano come, di fatto, l’ambiente stia beneficiando dello stop del settore. Tra i due termini del quesito iniziale sembra vigere il paradigma “Mors tua, vita mea”; difficile dunque pensare che la ripresa della navigazione possa coesistere con un qualche beneficio per l’ambiente.

Eppure, sono proprio questi i termini della questione che sta animando il dibattito politico-economico negli Stati Uniti.

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Crediti foto: LUM3N

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